MARCOPOLANI.IT

By on 15 ottobre 2016

Bianca dentro

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“Sei così immensa,

che se anche volessi,

non riuscirei ad abbracciarti

 

BIANCA DENTRO
Marco Polani, 2016
Miraggi Edizioni

By on 22 febbraio 2018

XXXX

Ciao Marco, non so neanche se sia o no una buona idea scriverti, perché mi sento anche un po’ stupida ad accollarti i miei problemi, però ne ho bisogno, dato che in questo periodo ci sono davvero poche persone che mi stanno realmente vicino.

Sto passando dei momenti di merda, a causa di un coglione di turno che mi ha illusa, e io come una stupida che ci sono cascata. Mi diceva tante di quelle cose belle, e anche se sono sempre stata la prima a dire ‘le parole devono essere dimostrate’, ci sono comunque caduta.

Ho sempre avuto il timore che andasse a finire così, e ho sempre avuto la paura che lui mi stesse prendendo in giro sin dal primo momento, ma mi sono detta ‘non pensarci, non guardare sempre la brutta faccia della medaglia, pensa che potrebbe andare bene’. In pratica, mi sono illusa pure da sola, e lo ammetto che in tutta questa situazione di merda, il 50% della colpa è mia.

Sto cercando di andare avanti, perché ho paura di essermi innamorata, e innamorarsi a 18 anni significa davvero tanto. Lo sento in tutte le canzoni, lo vedo in tutte le frasi, e non riesco a capire come andare avanti, perché lui nonostante tutto mi rendeva felice.

Ci sono le tue frasi che mi motivano, quindi dico ‘si cazzo, devo fare proprio così!’ ma poi ricado sempre a pensare a lui. In tutto questo c’è il fatto che mio padre ha perso il lavoro, mia madre lo aveva già perso, il mio amico è stato bocciato e quest’anno c’ho pure la maturità dello scientifico. Bello, no?

Niente, scusa per il poema ma avevo davvero bisogno di sfogarmi, e in parte ci sono riuscita.

(Scusa per eventuali errori, ma non sto rileggendo ciò che ho scritto.)

Grazie, Marco.

 

Risposta

Ciao …., scusa per il ritardo nella risposta, ma eccomi.

Ci si illude spesso in amore e si diventa anche ciechi rispetto a quello che si fa. ci si autoconvince perchè ci siamo troppo dentro. poi da fuori e col tempo tutto appare più chiaro e pulito e si tirano le somme. se hai sbagliato una volta, prendilo come una lezione, l’importante è che non ricadi nello stesso errore più volte… come dire: se cadi dalla bicicletta la volta dopo stai attenta a non cadere, e se ricadi sempre si vede che non fa per te. Ci sono migliaia di mezzi… non fossilizzarti solo su uno. Però neanche buttare tutto all’aria… se ti rende felice cerca di capire quali sono i punti che tra di voi non vanno, molto spesso ci si perde in cose risolvibili che però non si vedono.

 

un abbraccio

e grazie per avermi scritto

Marco


By on 20 febbraio 2018

MATILDE

 

Ciao Marco, prima di tutto inizio col dirti che scrivi delle cose bellissime, mi ci ritrovo sempre.. E a brevissimo prenderò il tuo libro.

 

Sono Matilde e ho 20 anni.

Mi sento così stanca, confusa..

Non riesco a scrollarmi le cose di dosso, non reagisco mai solo perché non voglio far star male gli altri, ma io facendo così mi allontano..

Mi sento tutto stretto, che non mi fa respirare, tutti più grande di me e io così piccola e indifesa.. non sono capace di reagire, di dire la verità.. Preferisco stare zitta per paura di stare sola o litigare.

Ho tante di quelle etichette attaccate addosso che ormai sono vista per i miei difetti (timida, zitta)

Non riesco a piacermi, ad accettarmi.. Non so assolutamente come fare..

 

Grazie grazie per l’ascolto, continua a scrivere perché rendi le persone più speciali con le cose che scrivi.

Buona giornata.

 

Risposta

Ciao Matilde, scusa il ritardo per la risposta ma mi arrivano parecchie mail ogni giorno.

Eccomi qui…

capisco come ti senti, lo capisco davvero… tutti abbiamo etichette addosso e purtroppo la società ci vincola a quello, sembra che non siamo altro di differente da quello che gli altri vedono o che vogliono vedere. Abbiamo un mondo dentro ma a nessuno interessa, basta che si fermano al fuori e tutti sono contenti. Sicuramente tu non lo sei, perchè ne soffri, e sai cosa vuol dire soffrirne. Quindi vai avanti sempre e fidati solo di chi ti accetta completamente per come sei e non chi si ferma ad una faccia. Vali di più di quello che credono.

 

un bacio

Marco


By on 17 febbraio 2018

CHIARA

Ciao Marco,

mi chiamo Chiara e ho 17 anni..ti scrivo perché ho bisogno di sfogarmi con qualcuno che non sia una persona a me cara.

È un periodo in cui non sono in pace con me stessa e soprattutto sono molto stressata..mia madre non lavora e a mio padre sta per scadere il contratto e non si sa se verrà riconfermato..sai sono molto preoccupata che non lo riconfermino, perché, se dovesse succedere, dovremmo rivivere una situazione difficile, da cui siamo usciti solo meno di sei mesi..

Ai miei genitori devo tutto, ci sono sempre e non mi hanno mai fatto mancare niente, nonostante le difficoltà economiche. E io a modo mio cerco di aiutarli più che posso e non dargli più preoccupazioni di quelle che hanno già.. Proprio per questo cerco di tenermi tutto dentro(anche se so che è sbagliato), ma poi arrivano i periodi di maggiore stress e “esplodo” con attacchi di panico..in quei momenti mi sento tremendamente in colpa, perché so che sto dando ai miei genitori altre preoccupazioni e non vorrei, ma non posso fare altrimenti..

Purtroppo sono in uno di quei periodi di stress e ho la costante paura che da un momento all’altro si presenti un attacco di panico o una crisi isterica..

A tutto ciò si aggiunge lo stress della scuola(sai sono reduce da un mese di verifiche per la chiusura del quadrimestre) e in più il ragazzo che mi piace, da un giorno all’altro non mi ha più risposto e anche se sono passati mesi dalla nostra “storia” non riesco a dimenticarlo. Vorrei parlarci e dirgli tutto quello che provo, ma sono che sarebbe come parlare ad un muro e dopo tutti questi mesi non avrebbe più senso..

Spero di riuscire a superare tutto questo, come mi è già capitato di fare; anche se questa volta sembra più complicato. Anche perché la poca autostima che avevo, ormai non esiste più..

Sai sono magra(una via di mezzo tra il magro bello e quello dell’anoressia) e lo sono di costituzione. Infatti mangio tantissimo e non ingrasso(non ho nessun tipo di problema). Tutti mi dicono che è una cosa bella e che quando cresceró e il mio metabolismo cambierà rimpiangeró questo momento. Ma adesso io di questo ci soffro perché non mi piaccio e non riesco ad accettarmi. Le “mazzate” più brutte sono quanto sento persone che mi giudicano solo perché non mi conoscono o comunque quando leggo frasi tipo “i ragazzi preferiscono la carne, le ossa lasciatele ai cani”. La ritengo una cosa molto offensiva e mi fa anche stare male..

Comunque, grazie perché con le tue poesie mi aiuti e mi migliori le giornate..scusa per il disturbo e grazie in anticipo se risponderai

 

Risposta

Ciao Chiara,

grazie per avermi scritto.

Mi dispiace per la tua situazione familiare, ma a quanto pare la precarietà e la crisi sono un problema ancora molto radicato nelle famiglie italiane. E come in ogni problema, chi ha un carattere più fragile o tendente alla riflessione su se stesso, ne risente di più. Molte volte bisognerebbe imparare a farsi scivolare dei problemi (economici) un po’ addosso cercando di porre l’attenzione su altri problemi. Però non posso assolutamente negarti che quando si parla di soldi (anche io) abbiamo a che fare con un mostro con cui dobbiamo per forza fare i conti. Apprezzo molto il fatto che tu voglia dare una mano, non facendo pesare la tua situazione sul “bilancio” familiare, ma tenersi tutto dentro non è un’ottima soluzione. Prima o poi quell’angoscia, quel sentimento di caos, quella crisi si ripresenta. Impara ad esternare non con i diretti interessati (i tuoi genitori), ma con altre persone, amici, parenti, ragazzi. Può capitare di non fidarti completamente, di non voler dire a conoscenti quello che provi per non essere giudicata, in quel caso armati di carta e penna e scrivi quello che ti brucia dentro. E’ un’ottima medicina e costa zero. Richiede un po’ di impegno certo e soprattutto molta sincerità, dovrai fare i conti con te stessa, ma funziona sempre, fidati. Però non tenerti tutto dentro, anche perchè andrebbe sprecato, mentre potrebbe essere un consiglio per tante altre persone che si trovano nella tua stessa situazione.

Per quanto riguarda “le ossa dei cani” quelli sono degli imbecilli. La statura fisica è una moda, col tempo cambia, e quello che oggi può piacere magari domani non piace più e viceversa. Se ti stai bene non te ne curare, se non stai bene così (rispetto a te stessa) impegnati sempre per migliorarti. Ma credi in quello che vuoi te.

Un bacio

Marco


By on 16 febbraio 2018

SPUTA TUTTO FUORI

Ciao Marco, sono Maria Pia e ti seguo da diverso tempo. Ho scoperto la tua pagina per caso, curiosando nella sezione esplora di Instagram e da quel momento le tue frasi mi accompagnano costantemente e te ne sono enormemente grata.

Sembra incredibile ma mai come in quest’ultimo periodo avrei avuto bisogno della tua storia di Instagram, per scrivere tutto questo a qualcuno.

In genere me la cavo un po’ meglio con le parole, articolando i pensieri e descrivendo in modo chiaro e conciso ciò che provo ma non so precisamente neanch’io come descriverlo…

Non sono più la stessa di pochi mesi fa e non capisco a cosa questo senso di vuoto/tristezza sia dovuto…è come se mi fossi persa, come se mi mancasse qualcosa che però non so cos’è, uno stato di perenne insoddisfazione, non so darmi una spiegazione ma so di non essere felice. Sono sempre stata una persona allegra, vivace, solare, sempre in vena di scherzare e con la battuta pronta in ogni situazione ma negli ultimi periodi non mi si riconosce più. Non mi riconosco più. E la conferma l’ho avuta venerdì scorso, quando alla sera, mentre ero in giro con la mia grandissima amica del venerdì sera, salutando un ragazzo che conosco di vista da anni e scambiandoci un paio di chiacchiere dopo un po’ se n’è uscito dicendo “Mari ma che hai, ti vedo strana…boh. Non sei la solita, non sei te stessa.” e poco prima di salutarci ancora “oh mi raccomando, rialzati, riprenditi, rientra in carreggiata con la tua solita grinta e quel sorriso stampato in faccia non come maschera ma come stile di vita.”

E questo mi ha fatto pensare…cazzo, per accorgersene Rizzu, una persona che con me non ha mai avuto granché da dire, vuol dire che non riesco a mascherarlo abbastanza.

Questa cosa, questo pseudo dolore si vede, la tristezza si nota, la voglia di essere altrove, senza sapere precisamente dove, si sente.

Credevo fosse una sensazione temporanea e passeggera, legata al fatto che non amo i cambi di stagione e meno che mai la fine dell’estate, alla nostalgia ed all’amaro degli ultimi giorni di agosto unita ai saluti rivolti agli amici di sempre ed ai grandi amori e a quelli mai realmente nati che solo le estati conoscono e custodiscono con sè.

Pensavo “passerà, devo solo riabituarmi ad essere qui. Passerà davvero, passerà anche stavolta.”

Invece non è solo questo, soprattutto perché è iniziato circa due mesi fa, ma non so precisamente come…non sono presente come sempre, non sono felice, non sono la solita e lo dò a vedere.

E non capisco perchè, da cosa sia nato, come mai stia accadendo così…

La relazione col mio ragazzo sta andando sempre più verso la fine, dopo 7 anni e mezzo ed io non so se sia un bene o un male…ne abbiamo passate di ogni, me ne ha fatte passare tante, forse ho sopportato troppo o forse è solamente una mia convinzione. Lo amo, ma mi rendo conto di aver amato in questo modo solo io, sopportando tradimenti, andando contro tutti per la mia testardaggine e la mia voglia di essere felice e stare assieme a lui, perché credevo fosse giusto, perché pensavo davvero che il nostro sarebbe stato come l’amore descritto nei libri e che si vede nei film o addirittura meglio, speravo sempre che le cose sarebbero cambiate, che saremmo stati felici ma non è andata così. Ed io non mi decido a chiudere con lui, forse perché non ne ho il coraggio, forse per abitudine, forse perché siamo cresciuti insieme o molto probabilmente perché la complicità che nonostante tutto si è creata non la riavrò mai, con nessun altro.

Mi ripeto di dover fare pace col cervello, perché non è possibile che a 22 anni non sia in grado di prendere una decisione e perché devo capire cosa voglio e cosa non voglio nella mia vita.

So già che buona parte di ciò che ho scritto molto probabilmente è sconclusionato ed un po’ privo di senso e nessi logici, un po’ strambo come me, ma sentivo la necessità di farlo…e ti ringrazio infinitamente per avermi regalato la possibilità di condividerlo con te.

Buona notte,

Marisidera.

 

Risposta

Ciao MariaPia,

scusami veramente se ti rispondo con molto ritardo, ma molte mail mi erano andate in spam e non avevo l’abitudine di controllarle.

Per quanto riguarda quello che hai scritto non lo trovo affatto sconclusionato e privo di senso, anzi è molto sincero e scritto di getto. E la sincerità è proprio questo: aprire il cuore e vedere quello che esce fuori, senza filtri. La cosa bella di te è che non ti nascondi, lo si intuisce anche quando parli del fatto che la tristezza ti si veda addosso. Molte persone si mascherano dietro un sorriso finto, tu a quanto pare no. E questa è una grande dote che viene fuori da un grande coraggio. Farsi vedere per quello che si è, senza farsi troppi problemi.

Per ciò che riguarda la tua tristezza, il tuo sentirti persa, posso provare a confortarti dicendoti che è una cosa normalissima: non si può stare sempre al cento per cento. Anche io molte volte mi trovo a rapportarmi con me stesso e la mia scrittura, imputandomi colpe quando non mi viene qualcosa di bello e soddisfacente. Sono molto severo con me stesso. E’ un paragone un po’ azzardato, ma anche io poi (quando faccio pace col cervello) mi rispondo che non posso stare sempre al top. Sarebbe inumano. L’umanità è l’imperfezione, basta solamente accettare questa condizione, non come sconfitta, ma semplicemente come normalità. Sai dove risiede secondo me il nostro problema? nel fatto che facciamo troppi paragoni. Ci paragoniamo agli altri perchè ci abituano a paragonarci agli altri sin da piccoli. Dobbiamo sempre essere migliori di qualcuno, più felici di qualcuno, più sorridenti di qualcuno. In verità dovremmo solamente essere noi stessi, e soprattutto essere bravi a trovare (e anche fortunati a volte) qualcuno che ci accetti così, come si dice nei matrimoni: nella felicità e nella tristezza. Fanno entrambe parte dell’animo umano.

Non cercare di paragonare la tua storia d’amore a quelle che scrivono nei libri, molti scrittori inventano, poi la vita reale è altro. Le storie d’amore vere sono quelle che si vivono nel quotidiano tra tradimenti, perdoni, necessità di dimenticare e voglia di andare avanti. L’importante è non farsi mai buttare giù.

 

Un bacio

Marco

 

Risposta

Ciao Marco,
Ti ringrazio molto per avermi risposto, anche se è passato un po’ di tempo e la situazione per certi versi è un po’ cambiata, ciò che era alla base non si è modificato più di tanto. Leggendo in questi ultimi giorni nelle tue instagram stories delle risposte alle mail pubblicate sul tuo blog stavo iniziando a cercare se ci fosse la mia, anche se pensavo non ti fosse arrivata per aver sbagliato a riportare il tuo indirizzo mail o cose simili.
Riconosco il costante paragone e competizione con gli altri, hai centrato il punto, ed è una cosa che detesto, forse proprio perchè fin da piccola c’è sempre stato il “i figli degli altri sono più bravi, più educati, più composti, più realizzati, più organizzati, vestiti meglio, pettinati meglio, si presentano meglio, portano a casa voti migliori”; banalmente parlando, quando qualcuno ci chiede “come stai?” quasi non si fa in tempo a rispondere che subito “eh non dirlo a me” piuttosto che “non puoi capire in che situazione sono”, non ascoltano realmente, non gli interessa capire e sapere come stai, semplicemente raffrontare la sintesi della tua situazione con la loro.
Ancora peggio è quando uno lo ammette, dichiara pubblicamente di vivere competendo con gli altri, chiunque essi siano, dalla sorella, all’amica, alla mamma, alla compagna di corso, alla collega di lavoro. E’ una cosa che non concepisco, in certi momenti il genere umano davvero mi sbalordisce.

La mia storia d’amore neanche si può più definire tale, insalvabile, irrecuperabile. Ma mi piace sperare che tra le invenzioni degli scrittori un fondo di verità ci sia e possa in qualche modo realizzarsi se non in loro stessi in qualche loro lettore o seguace.
E quanto al pubblicare la mail sul tuo blog certo che si!

Ti auguro una buona giornata,

 


By on 16 febbraio 2018

LUCREZIA

Odio quelli che si fermano all’apparenza, quelli che dopo avermi vista due volte mi dicono “sei troppo timida”. Li odio perché vogliono tutto subito, vogliono le cose belle subito. E intanto penso “No, non te ne andare. Non sono solo quella che vedi”.

Conosco me stessa, so quella che sono dopo aver aperto il cuore a qualcuno… E mi spiace che si perdano tutto quello che io potrei essere e dare.

 

Risposta

Ciao Lucrezia, scusa il ritardo per la risposta ma mi arrivano parecchie mail ogni giorno.

Eccomi qui…

Capisco cosa intendi, li odio anche io e dal profondo veramente… l’apparenza è la peggior cosa che uno possa vedere, tutti ti etichettano subito e credono di conoscerti, ma poi nessuno che va a scavare dentro. Penso abbiano paura di trovare qualcuno meglio di loro con cui non riuscire a confrontarsi, spero che sia per questo. Comunque hai una bella anima dalle parole che scrivi, non perderla mai.

 

Un bacio

Marco


By on 13 febbraio 2018

TI SEI SPENTA DA UN PO’ DI TEMPO, DEVI RITROVARE TE STESSA E TORNARE A VIVERE

 

Ciao Marco,
mi immedesimo perfettamente in tutto ciò che scrivi.
sono quella ragazza timida ma aperta, divertente ma apatica, dolce ma menefreghista, precisa ma ritardataria: non è facile delineare il mio carattere, quando leggo le tue frasi, però, mi sento nel mio mondo, nella zona paradisiaca del mio mondo, dove finalmente qualcuno mi capisce e quel qualcuno sei tu.
ammetto però che inizialmente tendevo a non identificarmi nelle tue frasi, non volevo avere la visione chiara di ciò che mi stava accadendo, volevo continuare a vivere la mia vita senza vedere se stessi prendendo la via del giusto o meno; ma solo grazie alla tua frase (citata nell’oggetto della mail) ho capito che era arrivato il momento di rialzarmi e di ritrovare me stessa.
in questo momento sto facendo questo percorso di ricerca interiore per decidere come sarà la mia vita d’ora in poi, senza vivere di compromessi.
grazie a te ho deciso di tornare a vivere
pertanto ti ringrazio di tutto ciò che hai fatto per me e ne approfitto per farti i complimenti per il tuo grandioso lavoro.
grazie ancora

 

Risposta

Ciao,

grazie per avermi scritto. Sono molto contento che le mie parole, per quanto brevi e dirette, abbiano e stanno avendo un riflesso positivo sulla tua vita. Riguardo quello che dici vorrei spendere due parole. Descriversi è sempre difficile, anche io molte volte provo a definirmi in “sono questo o sono quello” e poi alla fine mi ritrovo con un enorme senso di insoddisfazione perchè quello che avevo previsto non si verifica. Forse è proprio questo il segreto: non definirsi rispetto agli altri, non vedere cosa sia giusto o sbagliato rispetto alla società, non farsi tanti problemi se si sembra strani. Una frase popolare che ho sempre odiato, e mai rispettato, è quella che dice: ” se nasci rotondo, finisci rotondo”. La trovo veramente stupida, perchè sarebbe come non vivere, non esplorarsi, rimanere ad uno stato primordiale e vivere dentro una bolla di vetro. Il bello invece è essere proprio liberi di diventare cerchi, triangoli, rettangoli o forme geometriche che ancora non sono state inventate.

Sono molto contento del tuo processo di ricerca interiore, guardati sempre dentro, (sono pochi quelli che ancora lo fanno)  e non smettere mai di scoprirti.

 

Un bacio

Marco Polani


By on 12 febbraio 2018

VALENTINA

Ciao, come hai scritto nella storia…sono qui a sputare quello che ho nella mia testa…non riesco più a fidarmi di un ragazzo e questa cosa inizia a diffondersi alle persone che mi vogliono aiutare. Perchè le persone che sembravano angeli alla fine si dimostrano la merda più assoluta? Perchè? So di avere un carattere di merda…forse è colpa mia se ricevo questo trattamento? Non chiedo molto alle persone ma solo di potermi capire ma alla fine devo solo farmi forza su me stessa come ho fatto sino ad adesso…

A volte non ce la faccio proprio e vorrei scomparire e di certo questi pensieri a 20anni non dovrei averne…dovrei essere piena di energie a spaccare il mondo, ma alla fine mi ritrovo buttata nel letto depressa e a pensare al negativo…

Ma alla fine sopravvivo come sempre…questo è solo un assaggio, non voglio annoiarti…buona vita Marco. 

P.s. continua così e grazie perchè riesci a rendere con le parole le emozioni del cuore di ogni lettore.

 

Risposta

Ciao Valentina,

non mi annoi affatto, anzi… son ben contento di ricevere le tue parole. Certo a 20 anni dovresti spaccare il mondo, ma per come la vedo io anche a 30, a 40 ecc ecc. Non penso debba esserci un tempo definito e definitivo.

Fidarsi ultimamente è molto difficile, soprattutto dopo essersi bruciati. Di certo però con questo atteggiamento il male lo fai solamente a te. Dovresti (facile a dirsi) ritrovare la forza in te stessa e non negli altri. Il carattere che hai è quello che è, non puoi cambiarlo radicalmente, non saresti più te, devi solamente aspettare fino a che non trovi chi ti accetta col carattere “di merda” che hai… io sono stato innamorato di una persona proprio come te e darei l’anima per lei figurati… nel mentre punta su di te. E alzati dal letto e fai quello che ti piace, per quanto pazzo esso sia.

 

Un bacio

quando vuoi scrivimi

Marco


By on 8 febbraio 2018

XXXX

 

Ciao piacere… ho letto la storia su Instagram e di solito non faccio queste cose però avrei un gran bisogno di sfogarmi, Beh iniziamo.. sono sempre stata una bambina forte, ho sopportato tante cose e alla fine mi creai un muro che all’età di sedici anni quello che credevo potesse essere il mio eroe era riuscito a romperlo, mio dio mi sentivo in paradiso, lui era tutto ciò che avevo desiderato e non era perfetto però, però in fondo nemmeno io lo ero e non lo sono nemmeno ora. Dopo quasi quattro anni questo eroe si è rivelato uno dei tanti e inizió a darmi per scontata, a dubitare di tutto, a dubitare su noi è così dopo tanti tira e molla, dopo aver lottato tanto per quell’amore è finito tutto.. e mi ero accorta di essermi distrutta, non mi riconoscevo più .. mi ero persa e lui se ne uscì con un siamo diversi e mi aveva ferita dicendomi delle parole che tutt’ora mi fanno stare male.. così decisi dopo un mese di riprendermi ciò che era mio, iniziai a fare tutto quello che mi piaceva, mi sentivo libera però vuota.. perché io volevo essere amata nonostante i miei difetti, nonostante tutto, volevo essere accettata per quello che ero e mi stavo riducendo ad essere come voleva lui.. ora a distanza di mesi capita che mi sento così vuota, ho migliorato delle cose di me, ma su altre devo lavorarci ancora un po’.. l’unica cosa è che non mi fido di nessuno e ho paura di fare un passo avanti con qualsiasi ragazzo, parto sempre prevenuta e spesso le mie insicurezze prendono il sopravvento. Forse ti ho annoiato non so.. volevo solo sfogarmi ti ringrazio..


Risposta

Ciao, hai fatto bene a sfogarti… anzi benissimo. Capisco quello che provi e non è per niente piacevole. ma purtroppo questo è il brutto del farsi degli “eroi”, dei miti, delle persone che crediamo ci siano sempre e poi ci deludono. purtroppo va così molte volte, ma non è detto che sia sempre così… non possiamo prevedere il futuro, possiamo solamente evitare ulteriori errori o almeno di compiere di nuovo gli stessi. Che tu non voglia aprirti più è  normale però dovresti fare lo sforzo di pensare che esistono tante persone normali, non eroi, che magari con i loro difetti possono accettare i tuoi difetti. apriti a loro. non idealizzare nessuno, sentiti sempre completa anche da sola.

 

un bacio

Marco


By on 7 febbraio 2018

XXX

 

Non è facile per me tirare fuori tutto ciò che ho dentro, però lo proverò a fare  in linea generale…
Inizio col dirti che da piccola per via di problematiche a casa ho ricevuto pochissime attenzione , facendo sì che per via di circostanze io CRESCESSI SUBITO, non ho mai voluto far pesare tutto ciò ai miei, perché nonostante i miei 7 anni riuscivo a capire e comprendere le problematiche e non volevo far assolutamente fastidio.
Col passare degli anni ed al raggiungimento della 1 media fino il 5 anni di superiori ,inizió il calvario… non so se hai presente !
Praticamente ero derisa da tutti .
La realtà del mio piccolo paesello é molto ristretta alle scuole medie fui vittima di alcune bullette che impedivano di andare a scuola e nessuna amichetta voleva avvicinarsi a me, queste me le ritrovai pure al catechismo.
Scuole superiori ; col mio carattere forse un po’ troppo buono venni definita ” stupida” ma tu sei stupida, sei complessata, TU TI DAI TROPPE ARIE , TI CREDI CHISSÀ COSA INVECE SEI UNA STUPIDA.
la parola complessata l’ho sentita troppe volte troppe volte ” tu sei complessata ” ero sola, e se qualcuno si avvicinava a me automaticamente dopo un po’ scompariva e la mia paura era quella che i miei compagni di classe gli dicessero a tutti che io ero stupida solo perché non sapevo rispondere alle offese una di queste che mi diceva stupida ecc, era la stessa a darmi dei consigli tipo ” devi uscire fuori il carattere “.
Le mie convinzioni appena entravo in quella classe in quella scuola cadevano , crollavano , impedendomi di andare in gite e così via, non riuscivo nemmeno a studiare quindi non avevo nessuna soddisfazione per dire NON È VERO IO NON SONO COSÌ, tornavo a casa piena di problemi l’ultimo anno non volevo nemmeno frequentarlo più avevo tutti contro.
Uscii dalle superiori e mi presi un anno , questo anno ferma mi ha causato malessere pervhe sono venute fuori troppi blocchi emotivi, ansia , complessi insicurezze e molto altro, fino ad arrivare ad oggi , che sto ancora così ho molta ansia e pensieri, ma sono in cura da una dottoressa , non riesco più a trovare la positività che avevo prima , la mia parte razionale , la mia bella immaginazione ,non ho più nulla di tutto ciò, mi manca tanto essere come ero prima , una ragazza piena di immaginazione ,sensibile fin troppo.
P.s forse non ho scritto benissimo ho fatto un po’ di confusione ma ogni volta scrivere e narrare ciò che provo crea questo, forse ciò che ho scritto non è nemmeno all’altezza di ciò che provo

 

RISPOSTA

Ciao,

che bella lettera che mi hai scritto, sono contento che tu ci abbia messo tutta te stessa… Scrivere serve a questo, a riconoscersi in quello che si pensa. Molte volte i pensieri si perdono e non ce ne accorgiamo. Anche io scrivo per prendere contatto con la realtà, altrimenti avrei ansie, paure, blocchi, proprio come te.

Posso darti un consiglio?

Scrivi.

Su qualsiasi foglio, senza pubblicarlo magari, o se vuoi mandalo a me. Scrivi quello che pensi, bello o brutto che sia, banale o stupido o intelligente… non fa niente, l’importante è che lo lasci impresso.

Per quel che riguarda il tuo problema, ti consiglio di non dar troppo peso a quello che dicono gli altri, la gente è insicura, ha paura e per non farlo vedere diventa cattiva con i più deboli. Anche a me criticano spesso per quello che scrivo… ma io non mollo, non farlo neanche tu. Le prove più difficili le sostengono le persone più forti. Resta quello che sei, prima o poi troverai chi ti apprezzerà per quello che sei, non ti servono migliaia di persone, te ne basta una che valga tutto.

 

A presto

sono qui

Marco


By on 6 febbraio 2018

GIUSY

 

Le persone non mi capiscono, credono che sia strana, che abbia problemi. Loro non si sforzano nemmeno di capirmi. Sono cambiata tanto da due anni a questa parte. Non sono più quella di prima. Odio il mondo, chi mi parla. Mi sono lasciata andare, che non mi importa più di niente. 

Vorrei tanto salvarmi, ma ormai è tardi. Che se faccio la fredda è per difendere quel poco di cuore che mi è rimasto ma che sta finendo, che ogni parola mi spezza in due, mi massacra, mi schiaccia al suolo. 

 

Risposta

Ciao Giusy,

non dire mai è tardi, perchè non è mai veramente tardi. Ci nascondiamo solamente dietro quella parola, forse per paura di stare bene di nuovo, forse perchè sappiamo che dobbiamo faticare ancora un po’ prima di giungere al bene. Fidati, sono stato il primo a non essere compreso, ad essere visto come strano, a chiudermi solo per salvare quel poco che mi rimaneva. Ti do pienamente ragione, il tuo discorso è sacrosanto, provi solamente a salvarti ma impara a distinguere il bene dal male, non in senso generale e sociale, ma solo quello che fa bene a te… e sono sicuro che lasciarti andare, non aver più cura di niente, non è il bene per te. Non dare troppo peso a quello che dicono gli altri su di te, vedi quello che ti piace fare e fallo… se c’è una cosa di cui devi fregartene veramente è di chi ti giudica o ti fa sentire sempre sbagliata.

 

Un bacio

Marco