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ALESSANDRA

By on 17 aprile 2018

Premetto che userò questa mail come una sorta di sfogo e quindi mi scuso in anticipo se non avrà un filo logico e magari non dirà nemmeno nulla di che.

Volevo dirti che 6 mesi fa ho chiuso la relazione con il primo grande amore della mia vita. A distanza di tempo sto notando quanto sia cambiata, quanto quella relazione mi abbia fatto crescere. Ho imparato quanto valgo e che soprattutto nessuno merita il mio annullamento. Io sono io e nessuno ha il diritto di calpestarmi. Ho riscoperto la bellezza dello stare in compagnia, di poter uscire con le amiche e di andare in discoteca, di poter mettere un vestito troppo corto, senza vergognarmi di uno sguardo alle gambe un po’ più scoperte del solito.

Mentre ti sto scrivendo tutto questo prendo sempre più coscienza del fatto che, quel giorno di Luglio, ho fatto benissimo ad urlare tutto ciò che mi faceva male liberandomi per poi mettere giù il telefono insieme a quella relazione che per colpa di entrambi, ormai era finita.

E poi volevo dirti anche in tutti questi mesi le tue frasi mi hanno aiutato, tantissimo, a capire che valgo e a capire che proprio per questo posso scegliere se avere accanto qualcuno e chi avere accanto. Ho imparato anche a rischiare un po’ di più nelle situazioni, perché un “no” è meglio di un dubbio su come sarebbe andata.

Quindi grazie, davvero.

Un abbraccio,

 

 

Ciao Alessandra,

grazie per avermi scritto. La tua storia parla di molto coraggio, di quello che ce ne vuole per impedire che l’amore sia qualcosa che prosciughi. L’amore deve dare energia, forza, vitalità, ma spesso siamo talmente dentro alle nostre storie che ci dimentichiamo di noi stessi. Ci focalizziamo su quello che ci succede, uniamo piccoli puntini, sbagliamo strada, ma poi non si disegna mai l’immagine complessiva. Annullarsi per qualcuno? Beh chi direbbe di si sarebbe un pazzo senza il contatto con la realtà. Molto spesso si confonde il sacrificio con l’annullamento. Sacrificarsi per il bene comune è una grande prova di maturità, ma una coppia dove uno dei due si annulla, non è più una coppia no? Che tu sia cambiata è un grande traguardo, cambierai mille volte ancora… di fondo è questa la vita, cambiare con la vita che cambia, altrimenti non sarebbe più vita.

Sono contento per te.

A presto

Marco

XXX

By on 13 aprile 2018

Ciao, ho 18 anni. Quest’estate sono andata in vacanza con delle mie amiche ed abbiamo conosciuto dei ragazzi, uno in particolare ha attirato la mia attenzione, infatti il secondo giorno dopo averli conosciuti, ci siamo baciati; fin dall’inizio sono stata bene con lui. Quando loro sono dovuti ripartire, avevamo deciso di tenerci in contatto ed infatti per un intero mese così è stato, ci siamo affezionati l’un l’altro, lui mi ha riempito di promesse, a cui io ho sempre stentato a credere perché ho ricevuto diverse delusioni; nonostante tutto però sono riuscita a crederci perché in qualche modo mi riusciva a capire e a darmi quelle attenzioni che cercavo da tempo. Premetto che lui è di Milano ed io di Roma e lui aveva anche detto che si sarebbe messo i soldi da parte per venirmi a trovare per qualche giorno solo che, due settimane fa improvvisamente non mi ha risposto più e non so più cosa pensare, ho provato a chiarmarlo e a contattare dei suoi amici ma niente. Sono una persona che si affeziona facilmente, non vorrei ricevere altre delusioni, anche se so che fanno parte della vita. Grazie di avermi letto, un bacio.

 

Ciao Martina, spesso capita di infatuarsi, magari non è proprio innamoramento… logico ogni volta lo speriamo, ogni volta ci crediamo, ogni volta facciamo in modo di metterci noi stessi per poi accorgerci di non essere neanche ripagati. Come dici te le delusioni fanno parte della vita, è il prezzo da pagare per l’amore. Ma ne vale sempre la pena, ogni esperienza è crescita, specialmente per chi, come te ci mette il cuore e si affeziona in quello che fa.

Ti auguro il meglio

Un bacio

Marco

SIMONA

By on 12 aprile 2018

Non so precisamente cosa provo, non so se sono felice o meno, provo andare avanti a divertirmi come è solito dire, ma non è così. Sorrido, la mia risata è rumorosa ma non è per niente vera.

Sono una di quelle ragazze che ha bisogno di dare tutto il suo amore a qualcuno altrimenti non è nessuno.

Sono sempre stata abbandonata, illusa da tutti ma in fondo ci credo ancora nell’amore. Cerco di fare la forte e dire che sono d’accordo con i rapporti occasionali, che l’amore non esiste, che tutti andranno via, cerco di non pensarci all’amore e invece mi torna sempre in mente. Aver qualcuno con cui parlare di tutto, avere qualcuno da abbracciare, aver qualcuno da stringere, aver qualcuno da poter chiamare quando stai male, aver qualcuno che ci sia sempre… è questo che mi manca. Non sto vivendo la mia vita, le giornate passano senza che me ne accorga, alcune sono lente perchè le passo in casa da sola, altre veloci solo perché fingo che vada tutto bene ma non è così. NON È COSÌ.

 

Scusami del disturbo, avevo bisogno di sfogarmi ed ho colto l’occasione vedendo la tua storia Instagram.

                                     

Buona giornata.

Simona.

Risposta

Ciao Simona, scusa il ritardo per la risposta ma mi arrivano parecchie mail ogni giorno.

Eccomi qui…

Capisco perfettamente quello che intendi, anche io molto spesso ho un senso di vuoto e non so più a chi rivolgermi. Servirebbero delle persone da abbracciare come dici tu… in tutti i momenti, quelli belli e quelli brutti. Ma sembra sempre che non ci siano. Ti auguro di trovare qualcuno che sia per te una fonte d’amore da ricevere e da dare, la ricerca è difficilissima, ma di sicuro sei una tipa che non si accontenta… ed è una buona strada, perchè magari soffrirai più degli altri, ma quando arriverà l’amore lo riceverai come non lo riceve nessuno. E’ questione di tempo, fidati. Le cose belle arrivano alle persone coraggiose, quelle come te.

 

un bacio

Marco

XXX

By on 14 marzo 2018

Ho un mare di malinconia dentro.

Sono piena di parole non dette, di emozioni mai provate, di amore mai ricevuto.

Nella mia testa solo paranoie.. sarò mai speciale per qualcuno?

Questo è un periodo particolare per me perchè i pensieri negativi sono aumentati.

Soffro di ansia da un anno.. a tutti dico di non sapere da cosa derivi perchè effettivamente non mi è successo niente di concreto. E’ la mia testa che gioca brutti scherzi.

Possibile che, solo perchè ho 19 anni e non ho mai avuto un ragazzo, io debba stare così male?

O forse sono i rimorsi che mi logorano dentro? Il fatto di aver buttato tante possibilità di essere felice a causa della mia timidezza? (Che poi..perchè associo la felicità ad un ragazzo?)

Aggiungiamoci poi il rapporto con i miei genitori che non fa altro che peggiorare negli anni..

So di non essere la figlia che tutti vorrebbero, non hanno motivo di essere orgogliosi di me.

Ma non ci posso fare niente se non ho stimoli che mi portino a vivere come vorrei, come vorrebbero.

Caro Marco.. ogni giorno mi chiedo.. MA LA MIA E’ VITA?

Forse uno spiraglio di luce lo trovo nei miei amici, pochi ma buoni.

Quando sono con loro mi sento libera e cambio totalmente rispetto a quella che sono con i miei genitori.

Ma ci sono momenti, anche stando con loro, in cui mi isolo completamente pensando a quanto io non sopporti la mia vita.

I miei volevano che io frequentassi l’Università ma non ho più voglia di studiare.. vorrei lavore in un negozio di abbigliamento ma non ho la forza di andare in giro a chiedere..e non so il motivo di questa mia ‘pigrizia’ esagerata.

Ti sto scrivendo tutte queste cose di pancia, probabilmente non le rileggerò neanche, per cui scusami per il disordine di questi pensieri..

Sono emotivamente e psicologicamente stanca di tutto, degli altri, di me.

Vorrei tanto cambiare. Dicono che per farlo bisogna avere tanta forza di volontà. A me la volontà non manca, ma la forza.. quella si.

Ti abbraccio forte,

 

Ciao …,

grazie per avermi scritto.

Beh quello che hai scritto di pancia è molto importante (anche io scrivo sempre di pancia senza rileggere), perchè parla di te realmente come sei. Cosa che forse non fai vedere agli altri. Secondo me non è questione di forza di volontà, o di considerare la tua vita sbagliata (il giusto o lo sbagliato chi lo conosce? sono solo dei canoni della società che vengono imposti… pensa che nell’antichità era giusto avere degli schiavi, sono modelli che cambiano). La società di oggi ci porta ad essere sempre presenti (vedi i social network), sempre al passo con la moda, al passo con gli eventi. E capisco se intendi che ti fa male sapere che a 19 anni non hai ancora un ragazzo. Però fidati non è tutto. Avere un ragazzo solo perchè tutti ce l’hanno è una stupidaggine, averlo perchè si vede in lui un futuro, una casa, una spalla è una fortuna che invece capita quando deve capitare. Secondo me dovresti accettarti per come sei, senza doverti forzare. Anche io ad esempio mi sento stretto in molte situazioni che non mi appartengono (tipo dover per forza far festa quando non ne ho voglia, o uscire solo perchè è sabato sera…) Molte volte l’ho fatto e mi sono sentito veramente fuori posto. Da quando ho cominciato a vivere come volevo io mi son sentito meglio, mi sono accettato di più. Vivi come vuoi, anche nella pigrizia, anche nel prendere le cose con calma, anche nell’essere timida. Nessuno sa qual’è la cosa giusta, ma ognuno di noi sa quello che è giusto per se stessi. E fidati, troverai qualcuno che ti apprezzerà per quella che sei, ne sono sicuro.

 

Quando vuoi scrivimi

Marco

ANNARITA

By on 7 marzo 2018

Ciao Marco,
non so precisamente il motivo per cui ho deciso di scriverti. Sono più che sicura che lo faranno in tanti e forse queste righe non le riuscirai nemmeno a leggere ma sento di dover mettere nero su bianco ciò che sento, di dover dire a qualcuno come sto realmente.
Ho affrontato parecchie cose piuttosto difficili nella mia vita,mi sono sempre rialzata  con i miei piedi ma soprattutto col cuore intero,non ho mai rimasto pezzettini qua e la ,ho sempre messo insieme i pezzi ,ogni volta…
eppure adesso non lo sento intero.
Mi sento totalmente persa. Inutile.
Credo di aver paura : paura di non diventare mai la persona che vorrei di amare troppo o di non amare mai più, ho solo paura di deludere chi amo o di non essere capace di aiutarli ,paura che un giorno i miei occhi si stancheranno di trovare sempre il buono anche dove non c’è e che anch’io diventerò cinica e disillusa ho solo paura che vivrò sempre nel passato oppure nel futuro, mai nel presente.  Ho paura,paura di me ma se poi guardo il mare , se guardo il cielo ,se ascolto il vento ,la musica , se leggo,se vedo un girasole allora un po mi passa. E mi viene da pensare che posso ancora farcela,che non è andato tutto perso, che posso ancora una volta affrontare la mia vita perché  io sono qui ,io sono viva.
Ma se ci fosse lui sarebbe meglio. Se fosse ancora qui,se anche lui fosse vivo come me, allora non mi perderei nemmeno se non ci fosse il mare e il cielo e il vento,la musica,i libri ,i girasoli .
Mi basterebbe lui per riavere i miei pezzi di cuore ,ma lui é nel ‘blu’ ,lui non è qui,non è con me. E io non so che fare,non so dove sbattere la testa per aiutare a casa,io non so da dove iniziare.
Ma lo farò ,si devo farlo e lo farò da ora.
Voglio iniziare dalle persone che in un modo o nell altro mi fanno del bene. Vorrei iniziare da te, da te che sai ascoltare, da te che inconsapevolmente mi aiuti ogni giorno,
io ti dico grazie.

Spero fortemente di averti strappato un sorriso.

 

 

Ciao Annarita, scusa per il ritardo nella risposta, ma eccomi.

Beh le tue parole sono molto belle e toccanti e profonde. Sono contento tu mi abbia scritto. E poi questo tuo dilemma nell’aver paura di diventare cinica o come tutti è una cosa che fa bene… o meglio, se resti con la paura di sicuro non lo diventerai… spesso si diventa mostri senza accorgercene, quando invece ci si sforza ancora, ad emozionarci, ad ascoltare il vento, a sentirsi buoni e sensibili.. si resta realmente umani. Anche se da soli, ma si è umani. E fidati non siamo soli, basta cercare bene le persone giuste, basta nutrirci di “poesia”, di bei sentimenti, di emozioni e si diventa invincibili, un po’ meno perso e sicuramente non inutili. Per chi hai perso mi dispiace, anche io ho perso un bel “pezzo di me” e penso che non lo rimarginerò mai, ma è per le persone perse che bisogna dare il doppio… è per loro che bisogna dare il nostro meglio.

 

ti abbraccio

e quando vuoi

sono qui

Marco

Risolvi i problemi. Sii felice.

By on 5 marzo 2018

 

La ricerca della felicità è da sempre stata il nodo centrale della mia esperienza di vita. “Cerco la felicità in quello che mi fa stare bene” è la prima cosa che mi viene in mente quando penso a cosa intendo per felicità. Potrebbe anche sembrare semplicistico come discorso, e in effetti lo è. Più che altro è una parentesi apparentemente valida per cercare di spiegare cosa si intende per felicità. Perché la felicità non è quello che ci fa stare bene (pensate a quante storie di persone famose all’apice del successo si sono suicidate perché depresse, o a quanti ricchi sono sempre alla ricerca di maggiori ricchezze e perennemente insoddisfatti, o a quanti lussuriosi cercano sempre un’altra ragazza più bella e più xxx), ma ciò che ti rende felice sono i problemi. Si esatto, proprio i problemi. E paradossalmente più problemi hai più potenzialmente potresti essere felice.

Se ci pensi tutta la vita è piena di problemi, dalla mattina quando ti svegli (è troppo presto cheppalle, è troppo tardi devo andare di corsa) al pranzo (non ho fatto la spesa… oddio devo mangiare di meno che sto ingrassando… avrei voglia di una schifezza, ma fa male… mangio poche verdure, mangio troppa carne… questo è biologico, questo è americano) all’amore (ho una ragazza, ma forse non mi piace abbastanza, potrei averne di meglio… non ho una ragazza, forse è perché non sono destinato ad essere amato… ho una ragazza, ma non va come vorrei… devo portarla a cena fuori, ma forse questo posto non le piace, le piace un altro posto, ma costa troppo e non guadagno abbastanza per permettermelo, forse è meglio lasciare perdere il nostro rapporto altrimenti la deludo e basta) ecc ecc. La vita è quindi piena di problemi, di casini, di nodi da risolvere ed è proprio qui che sguazza l’essere fortunato, colui che ha la fortuna di chi ha così tanti casini da non sa più dove andare a parare.

Risolverli.

Riprendiamo il caso del ragazzo che deve portare fuori a cena la ragazza nel posto che lei sogna, ma costa un po’ di più rispetto alla media

“Ok, devo risolvere il problema di alzare 100 euro in più questa settimana da spendere come voglio senza correre il rischio di diventare più povero. Allora… questa settimana non bevo (o risparmio prendendo le birre al supermercato), metto i soldi da parte (5 euro a media di birra sono 20 birre medie, una al giorno per 5 giorni sono 25 euro più quelle del venerdì e sabato sera dovremmo arrivare a 100 euro), così sabato posso portarla a cena fuori dove vuoi lei e posso godermi quel suo sorriso che mi risuonerà in testa per tutta la settimana successiva (- romanticismo)”. Questo è quello che fa bene, si, ma arriva dopo un sacrificio, dopo aver risolto un problema (quello dei soldi) che era alla mia portata ma non avevo il coraggio di affrontare. Perché non l’ho mai fatto?

  • Vittimismo: non riuscirò mai ad avere quei soldi, non c’è lavoro e se non esco con i miei amici poi mi trovo ad essere preso per il culo da tutti se comincio a spiegare il perché di questa mia azione così “lontana da me”. Questo può attutire il problema, farti sentire meglio nel tempo breve, ma non avrà alcun nessun effetto alle lunghe, anzi aumenterà l’impotenza verso ogni tipo di situazione che si presenterà. Lo scarica barile di colpe non ha mai funzionato sulle lunghe distanze.
  • Negazione: non è un problema l’andare a cena fuori, forse non le serve, forse non serve a noi come coppia, eravamo partiti con le piccole cose, perché siamo finiti a cene costose che io neanche voglio? Può dare l’illusione che non ci sia effettivamente un problema in tutta questa storia, che sia solo una propria paranoia mentale, ma alle lunghe genererà sempre più insicurezza e incapacità ad emozionarsi, dando una giustificazione a tutto quello che non si vuole fare.

Tolte queste due causali che vanno per lo più alla grande come ragionamento che porta inevitabilmente ad una vita triste e piatta, non rimane che fare un piccolo sforzo durante la settimana per arrivare ad uno stato di felicità portato dalla risoluzione di un problema che si era verificato. Vedere che i nostri sforzi sono valsi a qualcosa ( e non importa come andrà la cena, se a lei piacerà, se i piatti avranno l’effettivo valore dei soldi spesi, se il ristorante è all’altezza), sentirsi grandi e felici e contenti e soddisfatti perché quello che consideravano un problema dietro il quale ci nascondevamo è solamente storia passata, tatuarsi addosso (o in mente): “sapevo di non farcela ma ce l’ho fatta!” è il segreto della felicità.

FRANCESCO

By on 1 marzo 2018

 

Caro Marco,

Ti seguo da un po’ di tempo e circa una settimana fa ho comprato “bianca dentro” e l’ho divorato in meno di due ore. Mi è piaciuto davvero molto, mi rispecchio moltissimo nei tuoi testi e penso che questa sia la principale abilità per un autore, saper descrivere ciò che molte persone pensano ma non sanno esprimere in parole. Ti ringrazio in primis per l’attenzione e la pazienza che riservi a tutti i tuoi seguaci che ti scrivono ogni giorno, e per le tue parole che nella propria semplicità, riescono a trasmettere un concetto semplice.

Una frase che mi piace è “Abbi cura di splendere”, ma ad essere sincero ci sono talmente tante frasi che c’è l’imbarazzo della scelta. Sto cercando di prendere spunto da questa frase per cercare di pensare a me e mettermi al primo posto. Sto attraversando un momento molto difficile per una persona che purtroppo adesso, non fa parte della mia vita. Penso che sia la cosa più difficile da fare, dimenticare una persona, solo che mi ha segnato davvero molto. Il nostro è stato un rapporto strano (ci conosciamo dal 2013), un continuo tira e molla (tra amicizia e amore non ricambiato, per parte), che poi è sfociato in un amore dolce, puro, ma anche rabbioso e incompreso. La cosa peggiore è che quando c’è stato questo strappo tra noi, ero l’unico che ha provato a cucire questo distacco, mentre il suo cuore viaggiava in un’altra direzione. Mi sento usato e con un vuoto dentro che non riesco a colmare, perché non riesco a bastare a me stesso. Metto sempre troppo cuore in quello che faccio e so che commetto degli errori, ma sembra che non basta mai nulla. Non basta chiedere scusa, non basta mai nulla di quello che faccio. La gente non capisce che ci metto il cuore in ogni cosa, sembra non accontentarsi mai. Non mi sento mai abbastanza, importante per qualcuno e sempre un eterno secondo. Certo, serve anche il capirsi, la comprensione, ma forse il problema è sempre stato che io usavo il cuore, mentre quest’altra persona, la propria testa. Mi sento male, ho perso quella sicurezza che avevo con lei. È la seconda volta che provo a dimenticarla, ma non ci riesco. Provo ad esprimere ciò che sento scrivendo semplicemente i miei pensieri, pur con l’anima a pezzi. Dimenticare non è mai stato semplice per me, ma quando si tratta di lei io non ci riesco ed è l’unica che mi fa questo effetto. Si dice che in una relazione, anche se è finita/durata pochi mesi, le due persone che sono separate, sono comunque influenzate da ciò che fa l’altra persona. Ecco, per me è così. Mi devo rassegnare all’idea che adesso è altrove, che tanto indietro non torna finché non lo vorrà lei. Io provo a non pensarla, ad uscire, ad andare altrove, ma non c’è la faccio, non riesco ad abituarmi alla sua assenza, non c’è la faccio perché la sento parte della mia persona, del mio essere, come se io dipendessi da lei. Ho fatto di tutto, i salti mortali, ma mi sono stancato di rincorrere. Però non c’è la faccio. Non riesco. Non riesco a trovare un senso a questa situazione, non riesco a capire perché l’ultima volta che ci siamo visti mi abbia dato un bacio, per poi sentirmi dire che non provava più nulla. Io mi preoccupavo per lei, ma lei ha pensato solo a sè stessa. Adesso è con chi dice e crede di amare, mentre io sono solo a colmare i miei vuoti, a cercare di dare un senso a questa storia. Dovrei buttare fuori quello che sento, ma non lo faccio mai perché non ho nessuno con cui confidarmi, perché non mi possono capire. A volte vorrei non essere così sensibile, metto sempre le altre persone prima di me e mi rendo conto che mi faccio del male così. Adesso vorrei come ricominciare da zero, ma non riesco mai a fare quel passo per lasciarmi tutto il male indietro. Non riesco a voltare pagina perché non ho la forza, perché non lo voglio. La speranza è sempre l’ultima a morire anche se è stupido, ma sono troppo romantico e ingenuo per capirlo. Mi piace sognare, scrivere, credere nelle storie impossibili. So di avere una vita davanti (ho 18 anni), ma non ho mai affrontato qualcosa di così profondo. Non riesco a stare senza amore, è come una droga di cui non posso fare a meno. Passo i giorni a rivedere le nostre vecchie cose, e se non lo faccio, sto male. Se non la penso, la sogno. Non so proprio cosa fare, mi sento di impazzire a volte. Adesso sto cercando di pensare a me stesso, però non riesco a smettere di pensare a lei.

Grazie comunque per l’attenzione, per il conforto e per tutto ciò che scrivi ogni giorno, mi porto sempre il tuo libro quando ho bisogno di leggere qualcosa perché mi rilassa e mi fa anche immergere in un altro mondo, ritrovo i miei sentimenti nelle tue parole.

Grazie ancora e continua così

 

Con affetto,

Francesco.

 

Risposta

Ciao Francesco,

grazie mille per le belle parole e per aver preso Bianca dentro. Come dici tu è come la penso io, la scrittura deve essere un mezzo per esprimere sentimenti complessi in maniera semplice. Non sono mai stato un sostenitore delle composizioni complesse. Non mi arrivano dentro…

Per quel che riguarda la tua storia d’amore, penso sia molto contenuta nel mio libro e spiegata con quante più parole avevo a disposizione, questo perenne lasciarsi e riprendersi, rintracciarsi, rincorrersi e lasciarsi per poi ricominciare da capo. Certe persone, per quanto possa sembrare strano, restano sempre dentro. A me è successo così e credo anche a te. Siamo molto simili in questo. Abbi cura di te è una frase che uso molto spesso, è quella che mi ha aiutato più di tutte per uscire fuori da quel loop che non mi lasciava tregua. A questa frase penso che darò un ruolo importante nel prossimo libro. Uscire fuori dal passato che ritorna, il voltare pagina è un procedimento interiore che richiede molta forza e molta pazienza. Fidati, nessuno ti aiuterà a farlo, dipenderà tutto da te. Amo le persone della bilancia (per quanto si possa credere nei segni zodiacali) ma sono persone che sulle due braccia mettono i pesi. Fai così: metti da una parte il positivo e dall’altra il negativo della tua storia. Quello che è positivo o negativo lo sai solo tu, basta che ti guardi profondamente dentro. Mettici tutte le volte che ci sei restato male, quelle in cui hai sorriso, quando hai pianto per amore, o quando per gioia. Alla fine ti verrà in automatico capire la direzione da prendere. A me ha aiutato molto questo procedimento, ho scelto il mio bene ed ho dovuto lasciare quello che non andava più avanti. Come ho scritto nel libro, è più importante avere un bel ricordo, che massacrarsi fino ad odiarsi. Ho preferito il ricordo. E non è per nostalgia, è solo per amore nei miei confronti e dell’altra persona. Poi le strade non si dividono mai e magari quando sarà tempo si rincontreranno. Continua a scrivere, è la terapia migliore per questo tipo di sofferenze. Vedere su carta il proprio sentimento, ci aiuta ad affrontare meglio la realtà. E… ultima cosa… continua a mettercelo il cuore, sempre. Meglio bruciarsi, che non sentire niente.

Spero di esserti stato d’aiuto

A presto

Marco

 

XXX

By on 28 febbraio 2018

 

Ciao, sono la ragazza che ti ha scritto prima. Mi hai detto di scriverti un po di noi, ci provo. 
L’ho conosciuta in un periodo piuttosto buio, non riuscivo a vedere e a percepire niente di positivo per via della perdita di mio padre e per altre cose che si sono accumulate.
Anche per lei non era un bel periodo, ma insieme è come se siamo riuscite a vedere ciò che non riusciamo più a vedere da tempo: le cose belle.
Sono sempre stata una persona chiusa, una persona che parla poco, ma lei è riuscita fin da subito a far uscire un lato di me che neanche pensavo di avere.  O forse l’avevo dimenticato ed è riuscita a portarlo a galla.
Quando stiamo insieme lei mi migliora, mi completa.
È come se mi facesse vedere il mondo con altri occhi, mi fa sentire viva.
Forse dovrei ringraziarla, ma le parole non sono mai state il mio forte.
Ha gli occhi chiarissimi, sembra che abbia il mare dentro, sembra che abbia tutte le cose più belle racchiuse lì dentro.
Cambiano colore a seconda del tempo, a volte sono grigi, altre volte celesti, altre invece diventano quasi trasparenti.
Sono sicura che chiunque si perderebbe guardandola.
Abbiamo una relazione a distanza da sette mesi, ma sono del parere che se si ama qualcuno non è importante quanto
siate distanti, ma quant’è forte quello che vi lega.
Ti ho scritto non per un capriccio, ma per farle capire quanto lei valga e neanche se ne rende conto.
Ha una considerazione bassa di se stessa, pensa di non essere all’altezza di qualcosa o di qualcuno
Pensa di sbagliare ogni cosa che fa e che dice, ma non è così.
Vorrei farle capire che lei mi salva ogni giorno, che tutto quello che fa e che dice per me è perfetto. E che ci frega alla fine di quello che gli altri dicono, noi non siamo perfetti, essere perfetti è una merda. Lei è sbagliata, ma sbagliata nel modo giusto. Chi può definire cos’è giusto e cos’è sbagliato

 

Risposta

Eccomi, scusa il ritardo, ma volevo leggere per bene e con calma. Hai scritto delle parole bellissime, penso che le più belle parole per lei le debba scrivere te, non io. L’hai descritta alla perfezione e hai descritto quello che provi. Lo so, è difficile dire quello che si prova a chi si ama, ci si potrebbe aprire troppo con il rischio di essere feriti, ma fai questo passo. I sentimenti, quando vengono soffocati, poi spariscono… e una vita senza sentimenti non è una vita degna di essere vissuta. Non voglio consigliarti niente, perchè mi sembri molto matura e in gamba, però voglio ribadire quello che hai detto in chiusura “Chi può definire cos’è giusto e cos’è sbagliato”: nessuno può farlo, solo tu sai quello che fa bene a te, quindi seguilo con tutte le forze che hai.

 

Un bacio

Marco

XXXXX

By on 27 febbraio 2018

 

Ciao Marco, scusa il disturbo, mi chiamo ……. , ho 19 anni, un po’ di tempo fa ho letto sul tuo profilo Instagram che era possibile mandarti delle email, per parlarti, ma per me non era ancora il momento giusto, ora è arrivato il momento di raccontarti cosa porto nel cuore e spero che non sia troppo tardi. So che non mi conosci, proprio per questo vorrei parlarti di quello che sento. Ho provato tante volte a parlarne con delle mie amiche, ma non riesco mai ad esprimere in pieno quello che provo, ho paura che soffrano per colpa mia.

L’anno scorso mio fratello ha tentato il suicidio per tre volte, l’ultima volta l’ho trovato io nel letto, non mi rispondeva ed aveva le mani insanguinate, era lì steso, io lo chiamavo ma niente, e nel frattempo dentro di me c’era un vortice che mi stringevano fortissimo, avevo la gola chiusa, avrei voluto urlare ma non c’era nessuno in grado di sentirmi, eravamo soli a casa, grazie a Dio sono arrivata in tempo e gli ho salvato la vita. Una settimana dopo è partito per Londra ed è rimasto lì 2 mesi, in quei due mesi stavo per entrare in depressione, non riuscivo più a fare niente senza di lui, vivevo con il terrore, ogni giorno avevo paura he qualcuno ci chiamasse da lì per darci la peggiore delle notizie.

Oltre però a questo lui sono quasi due anni che si taglia, le sue  braccia sono tutte rovinate, si è dovuto fare dei tatuaggi per coprire tutte quelle cicatrici, perché aveva deciso di smettere, poi però ha iniziato sulle gambe, dopo un po’ di tempo ha smesso anche lì, ormai erano quasi due 3 mesi che non lo faceva più, ma ieri ho saputo che ha ricominciato.

Questa mattina l’ho fatto anche io, sul braccio, volevo riuscire a percepire il suo dolore, ne ho fatti 7 sul braccio sinistro, ma sono arrivata a pensare che forse non potrò mai sentire la sua tristezza ed il suo dolore, per quanto possano bruciare, so per certo che il suo dolore è molto più forte.

Tra 20 giorni ripartirà per Londra, ho paura, ben ho tantissima, ho paura di perderlo, ma non so cosa fare, vorrei andare con lui, ma ora vado all’università  non posso lasciare tutto, però ho seriamente paura.

Grazie per avermi ascoltata e scusami se l’ho raccontato a te. Ma so che non mi giudicherai.

 

RISPOSTA

Ciao ………..,

ti ringrazio per esserti aperta con me, ne sono onorato, vuol dire che hai fiducia in me. E avere fiducia in questi tempi di crisi è molto importante. Ti capisco quando dici che non riesci ad esprimerti con le persone che ti circondano. A volte ci capiscono di più gli “sconosciuti”, quelli che non sanno niente di noi, quelli che nel bene o nel male non ci giudicano. A volte bisogna stare con i piedi per terra, affrontare la situazione per quella che è, i “contentini” non servono. Servono le parole che entrano dentro, scombussolano, ma portano chiarore. Ho sempre pensato che i nostri terremoti interni riassestano la situazione, fanno crollare quei muri che alziamo, e riusciamo a rivedere tutto per quello che è.

Per quanto riguarda la tua situazione, mi dispiace molto, l’ho letta con apprensione. Quello che posso consigliarti è di stargli vicino (e vicino non vuol dire necessariamente fisicamente… quante volte siamo circondati da persone e non troviamo nessuno che ci capisce??). Anche se una persona è distante fisicamente, non vuol dire che non possiamo restargli vicino. Stagli accanto con la tua presenza, fai in modo che si apra con te, che comunichi liberamente con te, che ti sveli quello che gli passa per la testa, dov’è la radice del suo problema e del perchè deve tagliarsi, perchè deve provare dolore.

Molto spesso non sentiamo più niente, e per ricordarci che siamo vivi dobbiamo autoinfliggerci dolore. E’ una soluzione estrema, che deriva dal fatto che ci sentiamo soli. Il fatto che tu ti interessi così tanto è lui è una grande prova di amore e coraggio, non abbandonarlo.

 

Spero di esserti stato utile

Marco

ALESSANDRA

By on 26 febbraio 2018

Premetto che userò questa mail come una sorta di sfogo e quindi mi scuso in anticipo se non avrà un filo logico e magari non dirà nemmeno nulla di che.
Volevo dirti che 6 mesi fa ho chiuso la relazione con il primo grande amore della mia vita. A distanza di tempo sto notando quanto sia cambiata, quanto quella relazione mi abbia fatto crescere. Ho imparato quanto valgo e che soprattutto nessuno merita il mio annullamento. Io sono io e nessuno ha il diritto di calpestarmi. Ho riscoperto la bellezza dello stare in compagnia, di poter uscire con le amiche e di andare in discoteca, di poter mettere un vestito troppo corto, senza vergognarmi di uno sguardo alle gambe un po’ più scoperte del solito.
Mentre ti sto scrivendo tutto questo prendo sempre più coscienza del fatto che, quel giorno di Luglio, ho fatto benissimo ad urlare tutto ciò che mi faceva male liberandomi per poi mettere giù il telefono insieme a quella relazione che per colpa di entrambi, ormai era finita.
E poi volevo dirti anche in tutti questi mesi le tue frasi mi hanno aiutato, tantissimo, a capire che valgo e a capire che proprio per questo posso scegliere se avere accanto qualcuno e chi avere accanto. Ho imparato anche a rischiare un po’ di più nelle situazioni, perché un “no” è meglio di un dubbio su come sarebbe andata.
Quindi grazie, davvero.
Un abbraccio,

Alessandra.

 

Risposta

Ciao Alessandra,
grazie per avermi scritto. La tua storia parla di molto coraggio, di quello che ce ne vuole per impedire che l’amore sia qualcosa che prosciughi. L’amore deve dare energia, forza, vitalità, ma spesso siamo talmente dentro alle nostre storie che ci dimentichiamo di noi stessi. Ci focalizziamo su quello che ci succede, uniamo piccoli puntini, sbagliamo strada, ma poi non si disegna mai l’immagine complessiva. Annullarsi per qualcuno? Beh chi direbbe di si sarebbe un pazzo senza il contatto con la realtà. Molto spesso si confonde il sacrificio con l’annullamento. Sacrificarsi per il bene comune è una grande prova di maturità, ma una coppia dove uno dei due si annulla, non è più una coppia no? Che tu sia cambiata è un grande traguardo, cambierai mille volte ancora… di fondo è questa la vita, cambiare con la vita che cambia, altrimenti non sarebbe più vita.
Sono contento per te.
A presto
Marco