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FRANCESCO

By on 1 marzo 2018

 

Caro Marco,

Ti seguo da un po’ di tempo e circa una settimana fa ho comprato “bianca dentro” e l’ho divorato in meno di due ore. Mi è piaciuto davvero molto, mi rispecchio moltissimo nei tuoi testi e penso che questa sia la principale abilità per un autore, saper descrivere ciò che molte persone pensano ma non sanno esprimere in parole. Ti ringrazio in primis per l’attenzione e la pazienza che riservi a tutti i tuoi seguaci che ti scrivono ogni giorno, e per le tue parole che nella propria semplicità, riescono a trasmettere un concetto semplice.

Una frase che mi piace è “Abbi cura di splendere”, ma ad essere sincero ci sono talmente tante frasi che c’è l’imbarazzo della scelta. Sto cercando di prendere spunto da questa frase per cercare di pensare a me e mettermi al primo posto. Sto attraversando un momento molto difficile per una persona che purtroppo adesso, non fa parte della mia vita. Penso che sia la cosa più difficile da fare, dimenticare una persona, solo che mi ha segnato davvero molto. Il nostro è stato un rapporto strano (ci conosciamo dal 2013), un continuo tira e molla (tra amicizia e amore non ricambiato, per parte), che poi è sfociato in un amore dolce, puro, ma anche rabbioso e incompreso. La cosa peggiore è che quando c’è stato questo strappo tra noi, ero l’unico che ha provato a cucire questo distacco, mentre il suo cuore viaggiava in un’altra direzione. Mi sento usato e con un vuoto dentro che non riesco a colmare, perché non riesco a bastare a me stesso. Metto sempre troppo cuore in quello che faccio e so che commetto degli errori, ma sembra che non basta mai nulla. Non basta chiedere scusa, non basta mai nulla di quello che faccio. La gente non capisce che ci metto il cuore in ogni cosa, sembra non accontentarsi mai. Non mi sento mai abbastanza, importante per qualcuno e sempre un eterno secondo. Certo, serve anche il capirsi, la comprensione, ma forse il problema è sempre stato che io usavo il cuore, mentre quest’altra persona, la propria testa. Mi sento male, ho perso quella sicurezza che avevo con lei. È la seconda volta che provo a dimenticarla, ma non ci riesco. Provo ad esprimere ciò che sento scrivendo semplicemente i miei pensieri, pur con l’anima a pezzi. Dimenticare non è mai stato semplice per me, ma quando si tratta di lei io non ci riesco ed è l’unica che mi fa questo effetto. Si dice che in una relazione, anche se è finita/durata pochi mesi, le due persone che sono separate, sono comunque influenzate da ciò che fa l’altra persona. Ecco, per me è così. Mi devo rassegnare all’idea che adesso è altrove, che tanto indietro non torna finché non lo vorrà lei. Io provo a non pensarla, ad uscire, ad andare altrove, ma non c’è la faccio, non riesco ad abituarmi alla sua assenza, non c’è la faccio perché la sento parte della mia persona, del mio essere, come se io dipendessi da lei. Ho fatto di tutto, i salti mortali, ma mi sono stancato di rincorrere. Però non c’è la faccio. Non riesco. Non riesco a trovare un senso a questa situazione, non riesco a capire perché l’ultima volta che ci siamo visti mi abbia dato un bacio, per poi sentirmi dire che non provava più nulla. Io mi preoccupavo per lei, ma lei ha pensato solo a sè stessa. Adesso è con chi dice e crede di amare, mentre io sono solo a colmare i miei vuoti, a cercare di dare un senso a questa storia. Dovrei buttare fuori quello che sento, ma non lo faccio mai perché non ho nessuno con cui confidarmi, perché non mi possono capire. A volte vorrei non essere così sensibile, metto sempre le altre persone prima di me e mi rendo conto che mi faccio del male così. Adesso vorrei come ricominciare da zero, ma non riesco mai a fare quel passo per lasciarmi tutto il male indietro. Non riesco a voltare pagina perché non ho la forza, perché non lo voglio. La speranza è sempre l’ultima a morire anche se è stupido, ma sono troppo romantico e ingenuo per capirlo. Mi piace sognare, scrivere, credere nelle storie impossibili. So di avere una vita davanti (ho 18 anni), ma non ho mai affrontato qualcosa di così profondo. Non riesco a stare senza amore, è come una droga di cui non posso fare a meno. Passo i giorni a rivedere le nostre vecchie cose, e se non lo faccio, sto male. Se non la penso, la sogno. Non so proprio cosa fare, mi sento di impazzire a volte. Adesso sto cercando di pensare a me stesso, però non riesco a smettere di pensare a lei.

Grazie comunque per l’attenzione, per il conforto e per tutto ciò che scrivi ogni giorno, mi porto sempre il tuo libro quando ho bisogno di leggere qualcosa perché mi rilassa e mi fa anche immergere in un altro mondo, ritrovo i miei sentimenti nelle tue parole.

Grazie ancora e continua così

 

Con affetto,

Francesco.

 

Risposta

Ciao Francesco,

grazie mille per le belle parole e per aver preso Bianca dentro. Come dici tu è come la penso io, la scrittura deve essere un mezzo per esprimere sentimenti complessi in maniera semplice. Non sono mai stato un sostenitore delle composizioni complesse. Non mi arrivano dentro…

Per quel che riguarda la tua storia d’amore, penso sia molto contenuta nel mio libro e spiegata con quante più parole avevo a disposizione, questo perenne lasciarsi e riprendersi, rintracciarsi, rincorrersi e lasciarsi per poi ricominciare da capo. Certe persone, per quanto possa sembrare strano, restano sempre dentro. A me è successo così e credo anche a te. Siamo molto simili in questo. Abbi cura di te è una frase che uso molto spesso, è quella che mi ha aiutato più di tutte per uscire fuori da quel loop che non mi lasciava tregua. A questa frase penso che darò un ruolo importante nel prossimo libro. Uscire fuori dal passato che ritorna, il voltare pagina è un procedimento interiore che richiede molta forza e molta pazienza. Fidati, nessuno ti aiuterà a farlo, dipenderà tutto da te. Amo le persone della bilancia (per quanto si possa credere nei segni zodiacali) ma sono persone che sulle due braccia mettono i pesi. Fai così: metti da una parte il positivo e dall’altra il negativo della tua storia. Quello che è positivo o negativo lo sai solo tu, basta che ti guardi profondamente dentro. Mettici tutte le volte che ci sei restato male, quelle in cui hai sorriso, quando hai pianto per amore, o quando per gioia. Alla fine ti verrà in automatico capire la direzione da prendere. A me ha aiutato molto questo procedimento, ho scelto il mio bene ed ho dovuto lasciare quello che non andava più avanti. Come ho scritto nel libro, è più importante avere un bel ricordo, che massacrarsi fino ad odiarsi. Ho preferito il ricordo. E non è per nostalgia, è solo per amore nei miei confronti e dell’altra persona. Poi le strade non si dividono mai e magari quando sarà tempo si rincontreranno. Continua a scrivere, è la terapia migliore per questo tipo di sofferenze. Vedere su carta il proprio sentimento, ci aiuta ad affrontare meglio la realtà. E… ultima cosa… continua a mettercelo il cuore, sempre. Meglio bruciarsi, che non sentire niente.

Spero di esserti stato d’aiuto

A presto

Marco

 


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