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Pensieri

By on 30 novembre 2017

Nessuno può essere giudice di quello che sei. Molto spesso non ti senti compresa, anzi il più delle volte ti senti come condannata per i tuoi comportamenti. Solo perché non sono quelli di tutti. E ti senti in colpa e metti da parte gran parte dei tuoi desideri. A volte quello che fai sembra assurdo solamente per il fatto che è quello che non fanno gli altri. Devi pensare più a te stessa, vedere dritta la tua strada e togliere di mezzo tutti quegli ostacoli superflui ed inutili. Perché è vero, quello che vuoi puoi ottenerlo se ti ci metti con forza, passione e costanza. Purtroppo i meccanismi di questa società ti bloccano, perché tutti mettono bocca sulla vita degli altri, perché nessuno è in grado di gestire la propria vita e si rifugia nel criticare la vita degli altri. Ma tu pensa a quello che vuoi, vivi per i tuoi desideri, non nasconderti e non lasciarti buttare giù. Quando tutti si aspettano di vederti al tuo posto, docile e ammaestrata come loro, sorprendili: non sanno che sai andare oltre, che puoi permetterti di volare, che puoi volare così in alto che non riusciranno neanche più a vederti andare. E allora ti guarderanno con sospetto, ti guarderanno fuggire lontano e come una stella lontana alimenterai i loro dubbi e i loro misteri. Quello che è lontano molto spesso è poco nitido e viene confuso e viene visto con sospetto da chi non sopporta il diverso. Lasciali stare, sono tutti uguali, tu resta diversa, resta quella stella che brilla da sola, più forte di tutte le altre stelle del cielo.

Paura del diverso

By on 5 maggio 2017

Molte volte quello che fa più paura è il diverso. Siamo noi stessi a riscontrarci le nostri parti nascoste, quelle oscure, quelle profonde così intensamente da averne paura, ma al tempo stesso esserne attratti. Per questo molto spesso ci innamoriamo di chi è uno “stronzo”, di chi non sopportiamo, di quello che è l’opposto dei nostri pensieri quotidiani, sviluppandone un’attrazione morbosa

ci innamoriamo di chi è uno stronzo

Io ho sempre amato la solitudine, il silenzio, il poco caos, il mio spazio, ma al tempo stesso sono sempre stato fortemente attratto da tutto quello che è vitale, che è caotico, che è invadente, che è sostanzialmente diverso da me. Non mi sono mai considerato pazzo, neanche lontanamente, ma posso con certezza affermare di considerarmi “diverso“. Penso questo sia un pensiero abbastanza comune al giorno d’oggi, dove tutto è veloce e sembra sfuggirci di mano, dove il diverso è chi afferma se stesso nell’accettazione dei propri bisogni, per quanto sciocchi o stupidi o strani possano sembrare. In realtà la pazzia è ben altra cosa, questo è solo affermare il proprio “io” indipendentemente dai canoni tradizionali

l’attrazione per il diverso si esplicita in odio

L’attrazione che abbiamo verso il diverso però molto spesso si esplicita in odio, in forme di razzismo, in atteggiamenti espliciti di affermazione del più forte come giusta alternativa al debole. A ben pensarci se non ci fosse il debole, il forte non esisterebbe…

siamo attratti dal diverso, ma lo nascondiamo

in realtà i più forti sono attratti dai deboli, dai diversi, ma per paura di scoprire negli altri una componente “cattiva” del proprio io, adeguatamente nascosta, quella con cui non hanno mai fatto i conti. E la eclissano condannandola come sbagliata. In realtà il diverso, nella sua “presunta” diversità, è fonte gratuita e inestimabile di valore per conoscere se stessi e solo conoscendo realmente se stessi si giunge ad un grado di felicità che non si può trovare da nessuna parte, in nessun viaggio, in nessun drink, in nessuna droga, in nessuna relazione amorosa.

Renderci più felici

By on 3 maggio 2017

Vogliamo rendere gli altri felici, è questo il nostro scopo in una relazione. Quello primario, quello che succede quando ci perdiamo negli occhi di chi conosciamo, di chi amiamo. Molte volte sbagliamo ad approcciarci, a comportarci, riversiamo in chi ci è accanto le nostre frustrazioni, i nostri cattivi sentimenti, che derivano da altre persone e da altre situazioni.

riversiamo nell’altro i nostri problemi

Sono i principi con cui siamo cresciuti, una continua lotta tra tutti pur di ottenere qualcosa e quel qualcosa la maggior parte delle volte neanche ci serve. Siamo pieni di risentimento e voglia di emergere e laddove dovevamo fare del bene ci troviamo a fare del male. Può succedere ovunque e continuamente, durante un aperitivo, durante una cena, stesi a letto a non fare niente… esce quella parola che non doveva uscire ma che covavamo al nostro interno. Senza cattiveria esce fuori, senza voler far del male specifico, solamente perchè è connaturata in noi. E i rapporti si incrinano come un vetro sottilissimo che prende le prime botte cominciamo a mostrare la nostra fragilità.

quello che accade ci segna ed è indelebile

Nasce il senso di colpa, nasce il dolore, nasce la volontà di perdonare e di essere perdonati e proviamo a rivivere come se niente fosse successo. Ma purtroppo non è così: quello che accade ci segna ed è indelebile. Ricominciamo a volare con ali spezzate, ce la facciamo comunque, ma sulle spalle abbiamo sempre e comunque ali spezzate. E quell’idea di renderci felici a vicenda piano piano scompare e lascia il posto a quei sentimenti di incomprensione che ci rendono ancora più fragili e impotenti.

piano piano rinunciamo all’idea del bene

Partiamo con l’idea del bene, piano piano la società stessa ce la rende complicata e così rinunciamo. Siamo fatti di rinunce, non siamo colpevoli, ma viviamo con un senso di colpa che ci costringere a vivere perennemente col ricordo dei “bei tempi”, come se niente fosse mai successo, ed è per questo che le nostre ali non saranno più forti nel volare.

 

La prossima volta che scegliamo di innamorarci,

impariamo a lasciare i problemi

che non riguardano l’amore,

al di fuori. 

La felicità non è nascondersi

By on 2 maggio 2017

Molto spesso siamo nascosti dietro uno schermo, dietro una parola, dietro una fotografia. Oggi è abitudine quotidiana quella di apparire secondo quello che la gente si aspetta da noi. Quindi risulta sempre più difficile prendere coscienza di ciò che si è. E’ molto triste come pensiero, in quanto è come se nascondessimo una parte di noi in un posto sempre più inaccessibile e al di là dei continui impegni quotidiani, delle corse di tutti i giorni, del lavoro, dello studio, noi stessi siamo tutto quello che abbiamo.

è come nascondere una parte di noi in un posto sempre più inaccessibile

Quella parte, però, prima o poi tornerà fuori o quantomeno ne sentiremo la mancanza. Pensare di essere solo ciò che vogliamo essere, o meglio, solo ciò che gli altri si aspettano da noi è quanto di più dannoso e pericoloso per noi stessi. Socrate parlava di “conosci te stesso“. Al giorno d’oggi è molto difficile e complesso prendere atto di ciò che siamo e di conoscerci. Siamo bombardati da stimoli, idee, opinioni e costruirsene una propria diventa molto, ma molto difficile. Per di più abbiamo il terrore che la nostra parte “cattiva” possa essere messa in vista, possa essere soggetta di “ricatti morali“, possiamo essere additati come diversi e quindi successivamente esclusi.

potremmo sembrare diversi e successivamente esclusi

Nascondendoci potremmo stare più tranquilli, proseguire una giornata in pace, ma non avremo mai la lungimiranza di coltivare noi stessi, approfondire tutti i nostri lati “oscuri”, potenziare quello che è fragile. Saremo sempre soggetti ad attacchi da chi è più forte di noi e non saremo mai felici. Guardatevi dentro, oggi stesso, vedete ciò che c’è di diverso in voi, cosa vi rende unici e mostratelo affinchè tutti possano vederlo e, perchè no, anche giudicarlo. Avrete tante persone che vi criticano, ma quelle poche che vi apprezzano, apprezzeranno voi per come siete, non per come non siete. Domani sarete liberi di rifarlo e molto più sollevati nell’essere voi stessi e non qualcun altro.

esaltate quello che vi rende unici e sarete apprezzati per ciò che siete