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XXXXX

By on 27 febbraio 2018

 

Ciao Marco, scusa il disturbo, mi chiamo ……. , ho 19 anni, un po’ di tempo fa ho letto sul tuo profilo Instagram che era possibile mandarti delle email, per parlarti, ma per me non era ancora il momento giusto, ora è arrivato il momento di raccontarti cosa porto nel cuore e spero che non sia troppo tardi. So che non mi conosci, proprio per questo vorrei parlarti di quello che sento. Ho provato tante volte a parlarne con delle mie amiche, ma non riesco mai ad esprimere in pieno quello che provo, ho paura che soffrano per colpa mia.

L’anno scorso mio fratello ha tentato il suicidio per tre volte, l’ultima volta l’ho trovato io nel letto, non mi rispondeva ed aveva le mani insanguinate, era lì steso, io lo chiamavo ma niente, e nel frattempo dentro di me c’era un vortice che mi stringevano fortissimo, avevo la gola chiusa, avrei voluto urlare ma non c’era nessuno in grado di sentirmi, eravamo soli a casa, grazie a Dio sono arrivata in tempo e gli ho salvato la vita. Una settimana dopo è partito per Londra ed è rimasto lì 2 mesi, in quei due mesi stavo per entrare in depressione, non riuscivo più a fare niente senza di lui, vivevo con il terrore, ogni giorno avevo paura he qualcuno ci chiamasse da lì per darci la peggiore delle notizie.

Oltre però a questo lui sono quasi due anni che si taglia, le sue  braccia sono tutte rovinate, si è dovuto fare dei tatuaggi per coprire tutte quelle cicatrici, perché aveva deciso di smettere, poi però ha iniziato sulle gambe, dopo un po’ di tempo ha smesso anche lì, ormai erano quasi due 3 mesi che non lo faceva più, ma ieri ho saputo che ha ricominciato.

Questa mattina l’ho fatto anche io, sul braccio, volevo riuscire a percepire il suo dolore, ne ho fatti 7 sul braccio sinistro, ma sono arrivata a pensare che forse non potrò mai sentire la sua tristezza ed il suo dolore, per quanto possano bruciare, so per certo che il suo dolore è molto più forte.

Tra 20 giorni ripartirà per Londra, ho paura, ben ho tantissima, ho paura di perderlo, ma non so cosa fare, vorrei andare con lui, ma ora vado all’università  non posso lasciare tutto, però ho seriamente paura.

Grazie per avermi ascoltata e scusami se l’ho raccontato a te. Ma so che non mi giudicherai.

 

RISPOSTA

Ciao ………..,

ti ringrazio per esserti aperta con me, ne sono onorato, vuol dire che hai fiducia in me. E avere fiducia in questi tempi di crisi è molto importante. Ti capisco quando dici che non riesci ad esprimerti con le persone che ti circondano. A volte ci capiscono di più gli “sconosciuti”, quelli che non sanno niente di noi, quelli che nel bene o nel male non ci giudicano. A volte bisogna stare con i piedi per terra, affrontare la situazione per quella che è, i “contentini” non servono. Servono le parole che entrano dentro, scombussolano, ma portano chiarore. Ho sempre pensato che i nostri terremoti interni riassestano la situazione, fanno crollare quei muri che alziamo, e riusciamo a rivedere tutto per quello che è.

Per quanto riguarda la tua situazione, mi dispiace molto, l’ho letta con apprensione. Quello che posso consigliarti è di stargli vicino (e vicino non vuol dire necessariamente fisicamente… quante volte siamo circondati da persone e non troviamo nessuno che ci capisce??). Anche se una persona è distante fisicamente, non vuol dire che non possiamo restargli vicino. Stagli accanto con la tua presenza, fai in modo che si apra con te, che comunichi liberamente con te, che ti sveli quello che gli passa per la testa, dov’è la radice del suo problema e del perchè deve tagliarsi, perchè deve provare dolore.

Molto spesso non sentiamo più niente, e per ricordarci che siamo vivi dobbiamo autoinfliggerci dolore. E’ una soluzione estrema, che deriva dal fatto che ci sentiamo soli. Il fatto che tu ti interessi così tanto è lui è una grande prova di amore e coraggio, non abbandonarlo.

 

Spero di esserti stato utile

Marco


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